Necessaria proroga per chiudere i cantieri aperti col Superbonus. Così l’ANCE, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili, al Governo.
Con il blocco dell’incentivo, in bilico ci sono 30mila condomini, mentre 300mila famiglie rischiano di andare in contenzioso.
A dirlo Federica Brancaccio, presidente dei costruttori.
Si associa Federcontribuenti, preoccupata anche per gli interventi antisismici.
Il rischio è duplice: da una parte le famiglie si troverebbero con i lavori non finiti, dall’altra dovrebbero restituire all’Agenzia delle Entrate una quota del bonus già incassata.
Il pericolo speculazione, dunque, è dietro l’angolo. Lo ribadisce sempre la Brancaccio, che racconta di essere subissata di lettere in cui si raccontano situazioni drammatiche, sia di famiglie sia di imprese. Ma non è tutto.
La presidente di ANCE contesta – come si legge sulle pagine de La Discussione – la versione del Ministero dell’Economia, secondo cui il Superbonus “costa 4,5 miliardi di euro al mese”. L’Associazione – pur non avendo accesso ai dati della Ragioneria dello Stato – stima che c’è ancora spazio di manovra rispetto al limite della Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (Nadef). E richiede, inoltre, l’intervento delle partecipate dello Stato in quanto le imprese in difficoltà si sono trovare a dover svendere i crediti al 50-60 per cento, mentre il costo per lo Stato è rimasto a 110.
Anche Federcontribuenti interviene sulla questione incentivi e chiede che la misura rimanga fino al 2025 almeno per gli interventi antisismici. “Vogliamo ricordare – riporta sempre La Discussione – che la legge di Bilancio 2022 dispose la proroga sino a tutto il 2025 del Superbonus 110% per le spese sostenute a fronte di interventi di efficientamento energetico e miglioramenti ai fini antisismici nelle aree colpite dal terremoto”.
L’associazione dei consumatori è in particolare preoccupata per i comuni terremotati. Pertanto ribadisce con forza che “eventuali provvedimenti non dovranno minimamente riguardare la proroga estesa fino al 2025 ai comuni colpiti dal terremoto del 2016”.
Quanto alla crescita, l’Istat attribuisce al Superbonus una spinta al Pil tra l’1,4 e il 2,6 per cento nel biennio 2021-2022.
Si attende quindi la manovra – il cui esame è in corso in queste ore – per avere probabilmente le idee più chiare; le opposizioni sono sul piede di guerra. Nel frattempo la premier rinvia la conferenza stampa prevista per oggi 28 dicembre a causa dello stato influenzale.



