Isolkappa informa, “Superbonus e crisi di Governo. Quali prospettive?”

Il Governo che cade in un momento storico contraddistinto da un’importante crisi degli energetici, strascichi economici e sanitari di una pandemia ancora in ballo, transizione ecologica richiesta dall’Europa, quindi, dall’Italia e avviata in parte col Superbonus, con tutto il carico di riflessioni e sospensioni a suon di decreti. Nel mezzo ci sono le imprese, che per far fronte alla richiesta della domanda crescente del settore edilizio hanno provveduto ad investimenti e incrementi produttivi. E le famiglie, che trainate dal Superbonus hanno avviato i lavori con l’obiettivo di contribuire, con la riqualificazione dei propri edifici, a quei goals dettati dall’Agenda 2030 sul fronte sostenibilità.

Questa la sintesi di una situazione che impone interrogativi e risposte che non possono attendere il 25 settembre. A rischio c’è un’intera economia, che va sostenuta con ogni sforzo possibile. Anche col contributo, oltre che del buon senso, di quelle analisi scientifiche che si fanno portavoce di dati attendibili. A partire dal rapporto del NOMISMA – società di ricerche di mercato e consulenze che ispira il suo operato al significato del nome greco “Il valore reale delle cose” – che nel “Primo Bilancio sociale e ambientale del Superbonus 100%” spiega come dei 38,7 miliardi di euro finora investiti dallo Stato è stato generato un valore economico di 124,8 miliardi di euro.
Questa è la cronaca di un’estate in cui, dalle famiglie alle imprese, ci si chiede quali siano le prospettive e il futuro del Superbonus dopo la crisi di Governo con un Presidente dimissionario.

Procediamo con ordine. La Legge di Bilancio per il rinnovo del parco edilizio nazionale stabiliva a gennaio 2022 proroghe e percentuali dei bonus edilizi: se fino al 2025 è sancita l’esistenza del Superbonus, che dal 100% mutua al 70% per arrivare al 65%, diversa è la situazione per la cessione dei crediti fiscali, dapprima prorogati con il meccanismo delle molteplici cessioni e poi bloccati con il “Decreto Sostegni Ter”, che ha finito per penalizzare le imprese virtuose che lavorano nel pieno rispetto della normativa.

Allo stato attuale – seguendo anche le parole della Rete di Imprese per la Riqualificazione Energetica (Rete IRENE) – “il rimborso dei crediti fiscali anticipati da professionisti ed imprese che hanno lavorato nel 2021 non è possibile. Persone che si sono fidate dello Stato e hanno sostenuto le imposte dirette, hanno pagato l’IVA, hanno pagato i contributi sul lavoro, in anticipo rispetto alla monetizzazione dei crediti d’imposta che dovevano per Legge conseguire, e che ad oggi non hanno possibilità di rivendere”.
Motivo del contendere tra i partiti, ma anche problema da affrontare per la risoluzione della cessione dei crediti, rimane la responsabilità solidale dei cessionari che acquistano i crediti dagli intermediari finanziari. Con il rischio che le banche potranno vendere a condizioni insostenibili.

Allo studio c’è un nuovo provvedimento, il Decreto “Aiuti-bis” , che dovrebbe modificare la normativa sulla cessione del credito. Perché anche quando un Governo cade, resta comunque “impegnato per disbrigare gli affari correnti, nell’attuazione delle leggi e delle determinazioni già assunte dal Parlamento, nell’adozione degli atti urgenti compresi gli atti legislativi, regolamentari e amministrativi, occorrenti per fronteggiare le emergenze nazionali, internazionali, e la situazione epidemiologica. Resta impegnato nell’attuazione legislativa, regolamentare e amministrativa del PNRR e del PNC, e in ogni caso deve essere assicurata la continuità dell’azione amministrativa”.

A ribadirlo è lo stesso Mario Draghi, in una nota dell’Ansa di oggi (28 luglio), in cui “conferma la volontà del Governo di non abbandonare i lavoratori, i pensionati, le imprese”.

Aprire, dunque e tra l’altro, un varco al prosieguo del Superbonus appare quanto mai importante, soprattutto se si pensa ai benefici da esso generato, dalla riduzione delle quantità di Co2 all’implementazione delle rinnovabili, passando per il risparmio in bolletta. Tutti indicatori che contribuiscono concretamente a quella transizione ecologica invocata dai governi di mezzo mondo.

Isolkappa, come di consueto, segue la cronaca del caso per aggiornamenti in tempo reale.

La foto di Mario Draghi è stata presa dal web e quindi valutata di pubblico dominio.