Parola d’ordine: case green. Si tratta di edifici che consumano poca energia pur restituendo comfort abitativo in tutte le stagioni.
Sono vari gli interventi che possono contribuire all’efficientamento energetico, incrementando la classe di un edificio, a cominciare dall’isolamento termico. Arrivano anche i cosiddetti mutui green per la riqualificazione di immobili o per l’acquisto di abitazioni sostenibili. La novità? Da quanto si apprende dalla stampa di settore (Italia Oggi), le condizioni offerte risulterebbero più vantaggiose rispetto ai prodotti tradizionali.
Una premessa: la Direttiva europea case green è ufficialmente in vigore da due mesi. L’obiettivo è la riduzione del consumo di energia degli edifici. Gli Stati membri dell’Unione Europea hanno due anni di tempo per recepirla e farla propria mediante apposita legislazione.
A ogni Stato le modalità per raggiungere gli obiettivi prefissati: per gli edifici riqualificati, riduzione del consumo di energia del 16% entro il 2030, mentre entro il 2035 la riduzione oscilla tra il 20 e il 22%.
Dal 2030 dovranno essere a emissioni zero gli edifici di nuova costruzione.
I mutui green sono pensati sia per l’acquisto di abitazioni efficienti sia per la ristrutturazione; quel che conta, nel secondo caso, sono i lavori da effettuare, che dovranno necessariamente alzare la classe energetica dell’edificio. Tra i progetti finanziabili, tra gli altri, l’isolamento termico dell’immobile, un intervento finalizzato a una riduzione delle dispersioni di calore, quindi a uno scambio minore di calore tra interno ed esterno di un edificio.
Dall’analisi del comparatore di mutui online (TeleMutuo), i prodotti finanziari green propongono un tasso d’interesse dell’1,99% (su un finanziamento di 150mila euro) per l’acquisto di un immobile in classe A/B, mentre del 2,59% se l’immobile è in una classe energetica inferiore. Il “comparatore” fa una proiezione nel lungo periodo, traducibile in un risparmio di circa 56mila euro su un mutuo di 30 anni.
In attesa che le modalità di supporto statale – per la riqualificazione energetica del patrimonio italiano – arrivino sul tavolo della discussione governativa, i lavori finalizzati all’efficientamento energetico sembrano incanalarsi sulla strada tracciata dalla Direttiva case green oltre che su quel percorso di transizione energetica richiamato a gran voce.
Tecnicamente, riqualificare energeticamente un edificio include l’installazione del più conosciuto sistema a cappotto che, seguendo gli studi di AIPE – Associazione Italiana Polistirene Espanso – genera molteplici vantaggi, tra cui isolare senza discontinuità dal freddo e dal caldo, proteggere le facciate dagli agenti atmosferici, fornire interessanti e sensibili risparmi, porre in condizioni stazionarie termo-igrometriche l’involucro e la struttura degli edifici, rendere ottimali, confortevoli e igieniche le condizioni degli spazi, contribuire sensibilmente alla riduzione delle immissioni inquinanti nell’atmosfera.
Del resto, il sistema a cappotto – sottolinea l’Associazione – è utilizzato con successo in tutta Europa da oltre 30 anni e risponde pienamente alle attese. Infatti con la sua installazione si ottengono immediatamente formidabili vantaggi di risparmio energetico, quindi economico ed ecologico, di rivalutazione dell’edificio e di prolungamento della sua funzionalità e vita.



