Edilizia sostenibile, Isolkappa interviene alla Bocconi per un confronto sulla casa ideale

Grande attenzione ai consumi e all’ambiente: questo l’impegno che chi vuole costruire o ristrutturare un edificio deve considerare prioritario. Innovazione e tecnologia possono garantire un uso razionale delle risorse: dalle soluzioni isolanti eco efficienti alle soluzioni di domotica per la gestione smart di luci, elettrodomestici, impianti di riscaldamento fino alla scelta di fonti di energia rinnovabili. Oggi tutte le abitazioni devono rispettare i principi della bio edilizia oltre che rispondere agli standard di comfort richiesti dalle persone.

Questo il titolo del panel: “La casa ideale? Sostenibile, efficiente, confortevole” tenutosi alla Bocconi nell’ambito del Salone della responsabilità d’impresa e dell’innovazione sociale (Milano, 4-6 ottobre).

“Abitare il cambiamento” è il leitmotiv dell’edizione 2023 del Salone. Al centro dell’attenzione l’urgenza del cambiamento – sottolineano gli organizzatori – che deve necessariamente chiamare in causa i diversi attori sociali in vista di nuove idee e soluzioni attuabili per le persone e per il pianeta.

Questa la premessa, ribadita dal coordinatore del panel Marco Caffi, direttore di Green Building Council: “Rendere l’abitare di qualità una necessità da condividere”. Inclusione, dunque, la parola chiave, che implica un lavoro importante da mettere in atto – tra pubblico e privato – per favorire una casa ideale e democratica.

Dalla casa al paesaggio domestico. La pandemia ha infatti tracciato una nuova idea di spazio in cui vivere, che non ha esclusivamente a che fare con un approccio filosofico ma rintraccia nell’integrazione tra persona, comfort e tecnologia il proprio punto di svolta.

Ne è convinto Giuseppe Rinaldi, CEO Isolkappa, che ha sottolineato come un adeguato involucro edilizio rappresenti una buona pratica per abbassare i consumi, abbattere le emissioni e contribuire al miglioramento del comfort abitativo. Applicare un buon sistema cappotto – sottolinea Rinaldi – agisce sul benessere di chi vive gli spazi-oggetto di isolamento termico, agendo inoltre sulla durata di vita dell’edificio e andando a ridurre il consumo di risorse necessarie per costanti interventi di riqualificazione. Una prassi consolidata, che bene mostra come l’economia circolare non sia soltanto raccontata.

A Rinaldi fa eco Marco Bianchet di Nice, che ricorda come il 40% del consumo di energia arrivi proprio dalle case, incentivando quindi l’utilizzo congiunto di automazione, a partire dai piccoli gesti quotidiani (come controllare i carichi domestici, controllare eventuali perdite di gas o acqua in maniera automatizzata).

In collegamento da New York, Nadia Boschi (Leandlease) fa presente come dopo la pandemia sia ancor più necessario ripensare, fattivamente, ad un nuovo modo di abitare, a partire dall’importanza della qualità dell’aria che si respira nella propria dimora. Quindi salubrità è la parola chiave che ha rappresento l’intervento della Boschi, sempre più convinta dell’importanza di infrastrutture di qualità.

Per Simone Tripepi (Enel X Gobal Retail) tale percosso è realmente percorribile se a diffondersi è una seria cultura della sostenibilità. Una cultura divulgata, al tempo stesso, in maniera semplice, così da essere capita in ogni dove.

Una casa intelligente è anche una casa elettrificata – sottolinea il patron di Enel X – che ricorda come la società abbia fornito a famiglie in povertà energetica dei pannelli fotovoltaici o dei climatizzatori per sostituire – in alcune parti del mondo – le vecchie stufe a legna.

A concludere ci pensa Asacert, con Donatella Bollani, che sostiene come gli ecobonus abbiano prodotto un mercato premiale: sistemi con performance elevate hanno ammortizzato – dati alla mano – l’abnorme aumento dei costi dell’energia.

Ma non è tutto: da una ricerca svolta in collaborazione con il Politecnico di Milano è venuto fuori che 6 persone su 10 vogliono una casa ben isolata, a basso impatto ambientale, silenziosa. Insomma, una casa ideale, che bene si inserisce nella nuova frontiera del paesaggio domestico, da ricercare, costruire, tutelare.

E che prevede – come ribadisce con forza Giuseppe Rinaldi – una visione sugli strumenti con i quali intervenire di medio e lungo periodo, per consentire al pubblico e al privato di viaggiare in tandem verso uno sviluppo che sia sostenibile e seriamente responsabile.