Ance, efficientamento energetico e antisismica: necessari aiuti per i redditi bassi

Priorità agli interventi pesanti, sostegno ai soggetti con meno capacità di investimento, monitoraggio dello Stato sul fronte avanzamento delle spese. È questa la proposta di Ance – Associazione Nazionale Costruttori Edili – nel corso dell’audizione in commissione Finanze alla Camera. Si tratta di un parere sulla riforma dei bonus casa per garantire, tra l’altro, il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Europa nell’ambito della direttiva Case green.

Il contesto: la revisione dei vari bonus dovrebbe trovar posto nella delega fiscale, come si legge sulle pagine de Il Sole 24 ore. Quindi, mappatura delle detrazione dell’Agenzia delle Entrate che finirà in un Testo unico; da qui la possibilità di una riforma strutturata tramite dei decreti attuativi.

Tre gli step della proposta Ance: privilegiare gli interventi di ristrutturazione di interi edifici in chiave energetica e antisismica; garantire piena copertura, da parte dello Stato, dei costi a carico dei soggetti con una bassa capacità reddituale. Senza tralasciare l’impatto degli incintivi sulle finanze pubbliche, da monitorare mediante controlli costanti.

Ma non è tutto. Tra le proposte, anche il sostegno alle domande di abitazioni nuove o ristrutturate in chiave energetica, rendendo strutturale il bonus Case green sul 50% dell’Iva, la cui scadenza è prevista a fine anno.

Dunque, per il Governo una duplice chance finalizzata a favorire efficientamento energetico e costruzioni antisismiche: allargare la platea degli aventi diritti a contribuire alla tutela dell’ambiente da un lato, dall’altro attribuire allo Stato il ruolo – che gli spetta – di tutore di una necessaria transizione energetica ed ecologica.