Aarhus, Danimarca, 25 giugno 1998. Si firma la “Convenzione sull’accesso alle informazioni, partecipazione dei cittadini e accesso alla giustizia in materia ambientale”, che si traduce nello sviluppo della democrazia ambientale.
Tre i capisaldi: un’adeguata tutela ambientale è indispensabile per il benessere umano e per il godimento dei diritti fondamentali; ogni persona ha il diritto di vivere in un ambiente atto ad assicurare la salute e il suo benessere, e il dovere di tutelare e migliorare l’ambiente, individualmente e collettivamente. per poter affermare tale diritto e adempiere tale obbligo, i cittadini devono avere accesso alle informazioni, essere ammessi a partecipare ai processi decisionali e avere accesso alla giustizia in materia ambientale.
Si tratta di una Convenzione, un Patto tra 46 Paesi, che compie 25 anni, riconoscendo l’importanza di un impegno congiunto di singoli, amministrazioni pubbliche, organizzazioni non governative e settore privato per la tutela ambientale e per la promozione di essa.
Fondante l’articolo 1 della Convention, che evidenzia le finalità dell’operazione: “Per contribuire a tutelare il diritto di ogni persona, nelle generazioni presenti e future, a vivere in un ambiente atto ad assicurare la salute e il suo benessere, ciascuna Parte garantisce il diritto di accesso alle informazioni, di partecipazione del pubblico ai processi decisionali e di accesso alla giustizia in materia ambientale in conformità alle disposizioni della presente convenzione”.
Una curiosità: Aarhus – si legge sulle guide – è conosciuta per essere una delle più divertenti e moderne città della Danimarca, definita la “città dei sorrisi e della felicità”, tra fiordi e coste, con le pietre runiche di Jelling – patrimonio Unesco – ad ornare la città.



