Un’unica mossa per ingessare il comparto dell’edilizia, bloccare la ripresa economica, fare retromarcia sulla transizione ecologica e sul risparmio energetico. Il Consiglio dei Ministri volta completamente pagina sui bonus edilizi, superbonus compreso. Per i nuovi interventi non sarà più possibile ricorrere alla cessione del credito o allo sconto in fattura. Si spegne inoltre sul nascere l’esperienza da poco avviata da alcuni enti pubblici di acquistare i crediti bloccati. Associazioni di categoria e sindacati sul piede di guerra. Lunedì l’incontro a Palazzo Chigi. Basito il CEO di Isolkappa Giuseppe Rinaldi per una misura che frena la ripresa economica del paese, con rischi per mercato e posti di lavoro.
“Cittadini e imprese hanno creduto e investito – dichiara Rinaldi – nelle misure indirizzate alla riqualificazione energetica degli edifici emanate dai Governi che si sono susseguiti in questi due anni. Non si possono elargire misure così impattanti nei tempi e nelle modalità utilizzate – sottolinea il CEO di Isolkappa – senza un confronto con le parti interessante. Misure che, se non riviste, contemplano inevitabili ripercussioni sul mercato, sull’economia e sui posti di lavoro. Nel corso di questo ultimo periodo le imprese di tutto il comparto dell’edilizia hanno dovuto sostenere la crescente domanda del mercato, che si è tradotta in una rincorsa continua agli adeguamenti, con notevoli investimenti in macchinari, capitale umano e formazione, acquisizione dei crediti. Investimenti ancora in fase di completamento a causa delle difficoltà di approvvigionamento che hanno caratterizzato il periodo. Il tutto – continua Rinaldi – si traduce oggi, alla luce di queste ultime novità, in costi ed esposizioni finanziarie diventate insostenibili, oltre all’impossibilità di recuperare gli ingenti investimenti messi in campo”.
Le imprese italiane lanciano quindi l’allarme. Da più fronti arrivano richieste di revisione della misura.
L’Ance va all’attacco dichiarando che “il Governo affossa famiglie e imprese”.
Le reazioni politiche alle misure non sono tardate ad arrivare e saranno oggetto di discussioni e spaccature. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, difende la misura, invocando di voler “risolvere il nodi dei crediti (arrivati a 110 miliardi) e mettere in sicurezza i conti pubblici”.
Dall’altra parte il M5s – che aveva inaugurato la stagione dei bonus – definisce l’ultimo decreto come un colpo letale per il settore dell’edilizia, che negli ultimi anni ha dato un contributo fondamentale alla crescita record del Pil (+22%, aggiornato a dicembre 2022, Fronte Crisme).
La Lega (strategicamente) è in silenzio. “Tempismo scellerato, rivedere la norma”, tuona Silvio Berlusconi, che non nasconde la sua ira sulla stretta della Meloni, tanto che Forza Italia invoca un ripensamento. La linea del partito di Berlusconi è chiara: si chiede al governo di trovare una soluzione per i crediti e adottare nuove norme per l’efficientamento sismico ed energetico degli edifici.
Duro il commento dell’ex ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli del secondo Governo Conte, che tira in ballo Eurostat per ribadire come la narrazione avversa sul superbonus dell’ultimo anno e mezzo sia smentita dai dati, ribadendo – sui propri canali social – che “la più grande truffa della storia della Repubblica, alla fine, non era una truffa”.
Luca Ascoli, direttore del Dipartimento statistiche sulla finanza pubblica di Eurostat – in audizione in commissione Finanze del Senato – ha dichiarato che la cedibilità non impatta sul debito, riguardando solo il profilo temporale. Nello specifico, “l’impatto sul deficit dello Stato a lungo termine è esattamente lo stesso, identico, sia per il credito fiscale pagabile che per quello non pagabile”. Semplificando, con numeri alla mano, se il credito vale 100 ed è pagabile, la spesa di 100 si iscriverà completamente nell’anno in cui sorge; se il credito è imputabile a cinque annualità, la relativa spesa è di 20 per ogni anno. Il risultato non cambia: la cifra finale è sempre 100. Pertanto il superbonus non è debito pubblico.
In programma lunedì a Palazzo Chigi un incontro con le associazioni di categorie, che si pongono sul piede di guerra preoccupate per il settore e per le famiglie.
Nel frattempo l’Europa stringe sulla riqualificazione energetica degli edifici, votando la nuova direttiva sulle case green e fornendo una deadline – il 2030 – per il restyling degli immobili sul fronte sostenibilità.
Isolkappa, dal canto suo, segue con attenzione la vicenda che attanaglia non solo il superbonus ma lo sviluppo concreto del Paese. Una vicenda che genera grande incertezza, disincentivando, inevitabilmente, la ripresa economica e frenando le best practices sul fronte sostenibilità reale.
Seguono aggiornamenti.



