Un piano per liberare 3 miliardi di euro per il potenziamento dei bonus energetici. Si tratta di una rimodulazione del Pnrr a cui sta lavorando il ministro Raffaele Fitto. L’obiettivo è far risalire l’aliquota dello sconto fiscale anche fino al 110 per cento. Si incentiveranno esclusivamente i lavori legati all’efficientamento energetico. La misura sarà riservata ai redditi bassi.
Questa l’essenza di una riforma che, con molta probabilità, sarà resa nota tra un paio di settimane. Alcune le limitazioni, in primis l’ambito di applicazione: il nuovo bonus edilizio sarà riservato soltanto ai condomini, alle case popolari (Iacp) e alle residenze sanitarie assistite (Rsa); l’agevolazione si rivolgerà ai cosiddetti soggetti “incapienti”, quindi persone e nuclei familiari che non hanno debiti fiscali verso lo Stato da cui scontare l’importo dei lavori a causa di un reddito basso.
A coloro che hanno posto nel cassetto fiscale per scontare i lavori, dovrebbe rimanere la possibilità di ottenere una detrazione fiscale del 70 per cento, sempre e solo per lavori di efficientamento energetico.
Premiata la riqualificazione energetica degli edifici, mentre non sarà più possibile allargare la detrazione anche ai classici lavori. Escluse dai nuovi incentivi probabilmente anche le caldaie a gas.
Nel frattempo, si lavora a una norma “salva-cantieri”: una proroga dei cantieri già finanziati con il Superbonus 110 che devono essere inderogabilmente chiusi entro la fine del 2023.
D’altronde lo stop ai bonus edilizi a cui abbiamo assistito, con il blocco dei cantieri e i crediti incagliati rappresentano un importante tema sociale. E a quanto pare – come si legge anche sulle pagine del Messaggero – al governo si sono convinti che un salvagente è necessario.



