Esattamente un anno fa se ne andava Diego Armando Maradona. Repubblica, dopo avergli dedicato due libri per festeggiare il suo sessantesimo compleanno, sceglie di raccontare un anno senza Maradona. E lo fa nel migliore dei modi, attraverso un’opera collettiva, “Il nostro Diego”, in abbinamento al quotidiano, con la partecipazione al progetto, tra gli altri, di Isolkappa Italia.
“Si tratta di un’operazione che sostiene la cultura in tutte le sue forme”, sottolinea l’AD di Isolkappa Giuseppe Rinaldi. Maradona, del resto, è il più trasversale dei fenomeni contemporanei. Resiste al tempo e alle mode, unisce ceti e partiti, provoca lacrime e sorrisi. È sogno popolare, ma anche disillusione. Intanto c’è, anche a un anno dalla scomparsa. E c’è nel nuovo film di Paolo Sorrentino, “È stata la mano di Dio”, con tutto il carico di emozioni che trapela dalla pellicola del premio Oscar. Già, perché Paolo deve tanto a Diego. La storia è nota ed anche tragica (nel libro ripresa da Antonio Tricomi) : erano gli anni ’80 e i genitori di Sorrentino perdono la vita nella loro casa in montagna, a Roccaraso, uccisi dalle esalazioni di monossido di carbonio emesse da una stufa. Doveva esserci anche Paolo quel giorno, ma aveva avuto il permesso di andare a vedere il suo idolo: il Napoli giocava con l’Empoli.
È la storia di un grande amore, dunque.
Un incontro avventuroso tra un uomo e la città, e viceversa, indipendentemente dalla fede calcistica. Forse è il Sud che si ribella, direbbe Bennato. O forse una alchimia che doveva essere vissuta e tramandata. Poesia scritta coi piedi su campo di pallone.
Inaugurare i “Campetti Maradona” nelle periferie di Napoli è, tra l’altro, uno dei progetti di cui Repubblica si fa portavoce, auspicando un incontro intelligente tra pubblico e privato.
Isolkappa Italia, dal canto suo, sostiene questo libro e tutti quei progetti che affrontano il benessere collettivo. Del resto, la strategia dell’AD di Isolkappa Giuseppe Rinaldi – come sottolineato nelle comunicazioni ufficiali del Gruppo – persegue un’idea di business sostenibile attraverso esclusivamente un percorso etico.
A sostenere “Il nostro Diego. Un anno dopo” anche Unicredit e Federico II, per citare alcuni partner. Il libro è stato scritto da Ottavio Ragone, Giovanni Marino, Dario Del Porto e Francesco Rasulo. Le foto scattate a Napoli sono di Riccardo Siano. Guida Editori.
Esattamente un anno fa se ne andava Diego Armando Maradona. Repubblica, dopo avergli dedicato due libri per festeggiare il suo sessantesimo compleanno, sceglie di raccontare un anno senza Maradona. E lo fa nel migliore dei modi, attraverso un’opera collettiva, “Il nostro Diego”, in abbinamento al quotidiano, con la partecipazione al progetto, tra gli altri, di Isolkappa Italia.

“Si tratta di un’operazione che sostiene la cultura in tutte le sue forme”, sottolinea l’AD di Isolkappa Giuseppe Rinaldi. Maradona, del resto, è il più trasversale dei fenomeni contemporanei. Resiste al tempo e alle mode, unisce ceti e partiti, provoca lacrime e sorrisi. È sogno popolare, ma anche disillusione. Intanto c’è, anche a un anno dalla scomparsa. E c’è nel nuovo film di Paolo Sorrentino, “È stata la mano di Dio”, con tutto il carico di emozioni che trapela dalla pellicola del premio Oscar. Già, perché Paolo deve tanto a Diego. La storia è nota ed anche tragica (nel libro ripresa da Antonio Tricomi) : erano gli anni ’80 e i genitori di Sorrentino perdono la vita nella loro casa in montagna, a Roccaraso, uccisi dalle esalazioni di monossido di carbonio emesse da una stufa. Doveva esserci anche Paolo quel giorno, ma aveva avuto il permesso di andare a vedere il suo idolo: il Napoli giocava con l’Empoli.
È la storia di un grande amore, dunque.
Un incontro avventuroso tra un uomo e la città, e viceversa, indipendentemente dalla fede calcistica. Forse è il Sud che si ribella, direbbe Bennato. O forse una alchimia che doveva essere vissuta e tramandata. Poesia scritta coi piedi su campo di pallone.
Inaugurare i “Campetti Maradona” nelle periferie di Napoli è, tra l’altro, uno dei progetti di cui Repubblica si fa portavoce, auspicando un incontro intelligente tra pubblico e privato.
Isolkappa Italia, dal canto suo, sostiene questo libro e tutti quei progetti che affrontano il benessere collettivo. Del resto, la strategia dell’AD di Isolkappa Giuseppe Rinaldi – come sottolineato nelle comunicazioni ufficiali del Gruppo – persegue un’idea di business sostenibile attraverso esclusivamente un percorso etico.
A sostenere “Il nostro Diego. Un anno dopo” anche Unicredit e Federico II, per citare alcuni partner. Il libro è stato scritto da Ottavio Ragone, Giovanni Marino, Dario Del Porto e Francesco Rasulo. Le foto scattate a Napoli sono di Riccardo Siano. Guida Editori.



