La legge di Bilancio firmata Meloni approda in Senato per la definitiva approvazione. Tra le misure varate c’è la possibilità di accedere al Superbonus al 110% per coloro che presentano la Comunicazione di inizio lavori asseverata entro il 31 dicembre 2022. Per i condomini: le delibere condominiali devono essere state approvate entro il 18 novembre, data antecedente l’entrata in vigore del Decreto Aiuti quater. Quanto alle Cilas presentate successivamente, il bonus scende al 90% se i lavori si effettuano nell’anno 2023; invariate le detrazioni al 70 e al 65% già previste per i lavori di riqualificazione da realizzare negli anni successivi.
Invariata anche proroga per le abitazioni unifamiliari, fino al 31 marzo 2023 se con lavori a buon punto oppure fino al 31 dicembre 2023 se prima casa e sotto una determinata soglia di reddito (15mila euro all’anno, ma con possibilità di modifica in base al quoziente familiare, quindi in relazione ai redditi degli altri componenti del nucleo familiare).
Relativamente ai “crediti”, rimane a cinque il limite massimo di cessioni che possono essere portate avanti tra i soggetti qualificati a prendere in carico il credito. La prima sarà libera, poi ne seguiranno tre e non più due verso banche, intermediari finanziari, società appartenenti a gruppi bancari e assicurazioni; infine il trasferimento da banca a correntista partita Iva.
La Manovra è stata approvata alla Camera; a Montecitorio il Governo ha incassato prima la fiducia con 221 voti favorevoli e 152 contrari e poi il via libera dell’Aula al testo con una votazione durata una notte intera.
Sono circa 35 i miliardi messi in campo per le misure, di cui oltre 20 – assicurano dal Governo – per fronteggiare il caro bollette. Governo che annuncia, tra le misure, la modifica del Reddito di cittadinanza (con erogazione fino a 7 mesi), stipendi più alti per i redditi fino a 25mila euro, pensioni minime a 600 euro per gli over 75 (solo per il 2023), mentre il Pos “della discordia” rimarrà obbligatorio per i pagamenti di qualsiasi importo, flat tax (con estensione dell’aliquota al 15%) per le partite Iva con redditi fino a 85mila euro. Queste alcune misure che entreranno nel testo della nuova Legge di Bilancio in esame al Senato. Testo che – sempre secondo fonti del Governo – non subirà alcuna modifica, anche perché la manovra deve essere approvata in via definitiva entro il 31 dicembre per evitare l’esercizio provvisorio, quindi il ricorso alle risorse stanziate nella precedente Legge di Bilancio per poter intervenire nelle attività pubbliche.
Da più fronti, intanto, arrivano richieste di revisione dei bonus edilizi con possibilità di estensione dell’agevolazione. Del resto, gli ultimi dati ENEA mettono in risalto l’elevato potenziale di questa detrazione: continuano, infatti, ad aumentare (novembre 2022) gli investimenti che hanno accesso al Superbonus 110% (gran parte è assorbita dalle villette unifamiliari, meno viene investito dai condomini); a livello nazionale il totale degli investimenti ammessi a detrazione ammonta a circa 58 miliardi di euro. Cifre importanti che hanno un impatto favorevole sul PIL nazionale – i dati mostrano come il bonus edilizio abbia contribuito per il 22% alla crescita del prodotto interno lordo – oltre ad avere una ricaduta positiva sull’ambiente e sul caro energia. Un’indagine di Euromedia Reserch, su un campione di 1000 cittadini italiani, stima che il Superbonus è valutato determinante per combattere la crisi energetica e il patrimonio edilizio italiano datato.
L’indagine, tra l’altro, rivela che i bonus per la ristrutturazione profonda e l’efficientamento energetico e strutturale degli edifici sono una priorità assoluta, forse ad oggi poco nota, per un vasto numero di famiglie. Circa i tre quarti della popolazione dichiara, infatti, di vivere in abitazioni che necessitano di adeguamenti strutturali e/o energetici e, tra questi, la grande maggioranza è disposta a intervenire con una riqualificazione.
Su tale scelta rimane però discriminante per il 67,5% dei totali intervistati la presenza o meno degli incentivi. Il Superbonus, dunque, è a gran voce la misura più discussa e auspicata, soprattutto se si pensa ad una reale riqualificazione energetica e immobiliare del Paese.
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