Tutti insieme in nome della salvaguardia ambientale. Si tratta dell’Earth Day, 22 aprile, Giornata mondiale della Terra che unisce 196 Paesi e interessa oltre un miliardo di persone. Sotto i riflettori la conservazione delle risorse naturali, il riciclo dei materiali, la protezione degli ecosistemi. Riparare e riabilitare il nostro Pianeta dai danni provocati è l’intento di una giornata-ricordo.
Nata ufficialmente in America il 22 aprile 1970, l’idea di una Giornata mondiale in onore di Madre Terra si discute per la prima volta nel 1962: sono gli anni delle proteste contro la guerra in Vietnam, gli anni dei Beatles e dei Kennedy. La paternità dell’opera si deve al senatore statunitense Nelson, che negli anni ’60 decide di fare il punto sulle questioni ambientali, coinvolgendo personaggi e movimenti pacifisti. All’appello risponde Bob Kennedy, che nel 1963 attraversa 11 Stati per parlare di ambiente.
Celebre il suo Discorso sul Pil del 18 marzo 1968 in cui sottolinea che “non troveremo mai un fine per la Nazione, né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico. Non possiamo misurare i successi del Pese sulla base del prodotto interno lordo: il PIL comprende anche l’inquinamento dell’area; il PIL comprende prodotti televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini; cresce con la produzione di missili e testate nucleari; si accresce con gli equipaggi che la polizia usa per sedare le rivolte. Il PIL non comprende la bellezza della nostra poesia o l’intelligenza del nostro dibattere. Il PIL misura tutto tranne ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta…”
La cronaca ci ricorda che Bob Kennedy pronuncia questo discorso alla Nazione tre mesi prima di venire ucciso in un hotel di Los Angeles.
Questo il Discorso: https://www.youtube.com/watch?v=grJNlxQsqtE
1969 L’Earth Day prende definitivamente forma in seguito al disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio da un pozzo al largo di Santa Barbara, in California. Nelson pensa che è giunto il momento di sottolineare e sancire la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Questo il principio ispiratore: “Tutte le persone, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto ad un ambiente sano, equilibrato e sostenibile.”
Il 22 aprile 1970 milioni di cittadini americani, ispirandosi a questo principio, si mobilitano nella più grande manifestazione a difesa del Pianeta. La BBC riprende la notizia: “Una questione di sopravvivenza”; tra i protagonisti della prima manifestazione c’è Paul Newman. Con gli anni l’evento acquista risonanza mondiale e gruppi di ambientalisti coinvolgono migliaia di persone nella racconta di rifiuti lasciati per terra.
Corre l’anno 2000 e anche l’attore Leonardo di Caprio presta il suo volto alla causa. Poi è la volta della giovane attivista svedese Greta Thunberg. Insomma, da ognuno secondo le proprie capacità. Intanto scorre il tempo ma gli obiettivi permangono: consumo sostenibile, sviluppo di una green economy e responsabilità sociale sono i punti chiave di una azione individuale e al tempo stesso collettiva per salvare il Pianeta.
E così, ogni anno, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, le Nazioni Unite celebrano l’Earth Day.
Fin dalla sua nascita, Isolkappa sostiene e persegue quotidianamente questi obiettivi, convinta che il miglioramento della qualità della vita può essere raggiunto soltanto attraverso un modello di business sostenibile, che si traduce in una coniugazione di produttività, innovazione, competitività e rispetto per l’ambient
Tutti insieme in nome della salvaguardia ambientale. Si tratta dell’Earth Day, 22 aprile, Giornata mondiale della Terra che unisce 196 Paesi e interessa oltre un miliardo di persone. Sotto i riflettori la conservazione delle risorse naturali, il riciclo dei materiali, la protezione degli ecosistemi. “Riparare il danno” è il tema di quest’anno, edizione numero 51. Nello specifico Restore Our Earth, con l’intento di riparare e riabilitare il nostro Pianeta dai danni provocati.
Nata ufficialmente in America il 22 aprile 1970, l’idea di una Giornata mondiale in onore di Madre Terra si discute per la prima volta nel 1962: sono gli anni delle proteste contro la guerra in Vietnam, gli anni dei Beatles e dei Kennedy. La paternità dell’opera si deve al senatore statunitense Nelson, che negli anni ’60 decide di fare il punto sulle questioni ambientali, coinvolgendo personaggi e movimenti pacifisti. All’appello risponde Bob Kennedy, che nel 1963 attraversa 11 Stati per parlare di ambiente.
Celebre il suo Discorso sul Pil del 18 marzo 1968 in cui sottolinea che “non troveremo mai un fine per la Nazione, né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico. Non possiamo misurare i successi del Pese sulla base del prodotto interno lordo: il PIL comprende anche l’inquinamento dell’area; il PIL comprende prodotti televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini; cresce con la produzione di missili e testate nucleari; si accresce con gli equipaggi che la polizia usa per sedare le rivolte. Il PIL non comprende la bellezza della nostra poesia o l’intelligenza del nostro dibattere. Il PIL misura tutto tranne ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta…”
La cronaca ci ricorda che Bob Kennedy pronuncia questo discorso alla Nazione tre mesi prima di venire ucciso in un hotel di Los Angeles.
Questo il Discorso: https://www.youtube.com/watch?v=grJNlxQsqtE
1969 L’Earth Day prende definitivamente forma in seguito al disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio da un pozzo al largo di Santa Barbara, in California. Nelson pensa che è giunto il momento di sottolineare e sancire la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Questo il principio ispiratore: “Tutte le persone, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto ad un ambiente sano, equilibrato e sostenibile.”
Il 22 aprile 1970 milioni di cittadini americani, ispirandosi a questo principio, si mobilitano nella più grande manifestazione a difesa del Pianeta. La BBC riprende la notizia: “Una questione di sopravvivenza”; tra i protagonisti della prima manifestazione c’è Paul Newman. Con gli anni l’evento acquista risonanza mondiale e gruppi di ambientalisti coinvolgono migliaia di persone nella racconta di rifiuti lasciati per terra.
Corre l’anno 2000 e anche l’attore Leonardo di Caprio presta il suo volto alla causa. Poi è la volta della giovane attivista svedese Greta Thunberg. Insomma, da ognuno secondo le proprie capacità. Intanto scorre il tempo ma gli obiettivi permangono: consumo sostenibile, sviluppo di una green economy e responsabilità sociale sono i punti chiave di una azione individuale e al tempo stesso collettiva per salvare il Pianeta.
E così, ogni anno, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, le Nazioni Unite celebrano l’Earth Day.
Fin dalla sua nascita, Isolkappa sostiene e persegue quotidianamente questi obiettivi, convinta che il miglioramento della qualità della vita può essere raggiunto soltanto attraverso un modello di business sostenibile, che si traduce in una coniugazione di produttività, innovazione, competitività e rispetto per l’ambiente



