Case Green, approvata dal Parlamento europeo direttiva su riqualificazione energetica e risparmio in bolletta

Il Parlamento europeo approva la Direttiva Case Green finalizzata ad aumentare le ristrutturazioni e a ridurre consumo energetico ed emissioni nel settore edilizio. Queste le classi battezzate dal testo: gli edifici residenziali dovranno raggiungere la classe di prestazione energetica E entro il 2030D entro il 2033. Per gli edifici non residenziali e per quelli pubblici il raggiungimento delle stesse classi dovrà avvenire rispettivamente entro il 2027 (classe E) e il 2030 (classe D).

Migliorare le prestazioni degli edifici europei abbasserà le bollette e la nostra dipendenza dalle importazioni di energia, ribadisce Bruxelles, contribuendo a ridurre povertà energetica ed emissioni, e garantendo migliori ambienti interni per la salute delle persone. Senza contare che creerà centinaia di migliaia di posti di lavoro locali e di buona qualità nell’edilizia, nelle ristrutturazioni e nelle energie rinnovabili – sottolineano alcuni membri del Parlamento – migliorando il benessere di milioni di persone che vivono in Europa.

Tra le novità, come si legge dal comunicato pubblicato dal Parlamento europeo, rientrano i lavori di riqualificazione energetica prima dell’affitto o vendita di un immobile: lavori di isolamento o di rinnovo dell’impianto di riscaldamento dovranno essere effettuati al momento dell’ingresso di un nuovo inquilino, oppure al momento della vendita di una casa o della ristrutturazione dell’edificio.

A partire, inoltre, dalla data di recepimento della direttiva, l’Europa potrà vietare l’uso di sistemi di riscaldamento alimentati a combustibili fossili negli edifici di nuova costruzione; consentiti però i sistemi di riscaldamento ibridi (che non utilizzano esclusivamente combustibili fossili).

Quanto al patrimonio monumentale, la Direttiva Case Green non si applica ai monumenti, e i Paesi UE avranno la facoltà di escludere anche edifici tutelati in virtù del loro particolare valore architettonico o storico, chiese o luoghi di culto. Agli Stati membri la facoltà di estendere le esenzioni anche agli edifici di edilizia popolare in cui le ristrutturazioni causerebbero un aumento degli affitti non compensati dai risparmi in bolletta.

A breve i Paesi UE stabiliranno le misure necessarie per raggiungere gli obiettivi nei rispettivi dei relativi piani nazionali di riqualificazione.

Piani nazionali di ristrutturazione che dovranno prevedere – sostiene l’Europa – regimi di sostegno per facilitare l’accesso alle sovvenzioni e ai finanziamenti. In attesa del Piano nazionale monta la polemica, a partire dalle imprese immobiliari.

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