Costo non affrontabile per lo Stato o opportunità da cavalcare? A chiederselo, con dati alla mano, è il Censis che, mediante uno studio, fa il punto sui bonus edilizi per la transizione energetica del Paese. Attraverso alcune proiezioni su dati Enea, il Censis stima che in due anni gli investimenti attivati con SuperEcobonus hanno prodotto un risparmio energetico pari a circa 11.700 GWh/anno. È questo il risultato dello studio del Centro Studi sugli Investimenti Sociali, sviluppato in collaborazione con Haley&Dikkinson e la Filiera delle Costrizioni.
Procediamo con ordine. Dallo studio emerge che i 55 miliardi di investimenti certificati da Enea fino ad oggi (novembre ’22) per i bonus edilizi hanno attivato direttamente un valore (riferibile alla produzione nella filiera delle costruzioni con relativi servizi tecnici connessi) pari a 79,7 miliardi di euro. Ma non è tutto. Il settore lavoro ha visto una attivazione dell’occupazione stimata in 900mila unità.
Si tratta di numeri importanti di cui bisogna necessariamente tener conto sui tavoli di concertazione istituzionale.
Pertanto lo studio si pone quale contributo alla riflessione sull’insieme di incentivi finalizzati ad una riqualificazione immobiliare, energetica e ambientale, traducibile in un aumento della qualità della vita mediante gli interventi di edilizia sostenibile. Arrivando, tra l’altro, in un momento in cui l’incertezza dell’approvvigionamento delle fonti energetiche impone una strategia collettiva sul contenimento dei costi degli energetici.
Tornando ai dati, i 55 miliardi di investimenti – certificati da Enea fino ad oggi – hanno generato un gettito fiscale consistente: nell’anno in corso il Mef ha registrato un incremento del gettito rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (gennaio – settembre). Per cui non è errato pensare che alla formazione del cosiddetto extra-gettito abbiano contribuito proprio i lavori attivati in edilizia. Quanto al valore aggiunto delle Costruzioni, esso è aumentato del 21,3% rispetto all’anno precedente. Nel Mezzogiorno la crescita è stata pari al 25,9% mentre nel Nord Ovest del 22,8%. Più contenuta al Centro e al Nord Est.
Relativamente agli obiettivi di efficienza energetica e di sostenibilità ambientale, il CENSIS sottolinea alcuni dati incoraggianti. Insieme ai 150 GWh/anno di nuova potenza rinnovabile installata, è possibile stimare un minor consumo di gas per gli edifici residenziali pari a 1,1 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Una curiosità: tale dato potrebbe essere pari al 40% del risparmio energetico che il Piano emergenziale per la riduzione dei consumi del settore domestico si prefigge di realizzare nell’autunno-inverno 2022-2023.
Senza dimenticare che la riduzione di emissioni di Co2 – generate da interventi attraverso incentivi – è stimabile in 1,4 miliardi di tonnellate di mancate emissioni.
Lo studio mostra dunque una fotografia interessante su più fronti. I dati indicano la strada da seguire, in primis mantenere i riflettori accesi su bonus e interventi di riqualificazione energetica e ambientale. Isolkappa segue con attenzione l’operazione Superbonus, intervenendo, con i propri prodotti e progetti, in quel processo di transizione ecologica ed energetica che interessa il Paese intero. Persegue quindi quei meccanismi tecnici e culturali che possono favorire la riduzione dell’impronta ecologica del patrimonio edilizio italiano.



