Cambierà la percentuale del bonus edilizio. È questa una delle prime novità della riforma voluta dal Governo. Si passerà dal regime del 110% alla quota di rimborso del 90%. Un modo per sostenere la riqualificazione edilizia del nostro Paese – sottolineano da Palazzo Chigi – ma limitando l’esborso per le casse dello Stato e cercando di evitare i tentativi di truffe. Con una precisazione: la scadenza per la presentazione della comunicazione per chi vuole usufruire del regime del 110% è fissata al 25 novembre.
Previsti, inoltre, anche aiuti per i redditi medio bassi. Si tratta di un contributo per i lavori di ristrutturazione agevolati che attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ad essere decisivo per il nuovo sostegno sarà il Quoziente Familiare – al posto dell’Isee – che dovrà essere definito con un decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze. La soglia di reddito di partenza è fissata a 15mila euro, che si incrementa in base alla numerosità del nucleo familiare. Il Messaggero spiega, con dati alla mano, il criterio del nuovo sostegno: una famiglia composta da due genitori e due figli potrà accedere al contributo se tutti i redditi Irpef non superano la somma di 45mila euro. Sempre in attesa dell’ufficialità della “Gazzetta”, il contributo dovrebbe venire incontro anche a coloro che nei condomini sono restii a dare parere favorevole all’inizio dei lavori.
Quanto alla questione dei crediti bloccati, Fercostruzioni, con il presidente Paola Merone, chiede di risolvere il problema dei crediti maturati dalle imprese e in stallo, consentendo a figure-società intermediarie di aumentare la capacità di acquisto mediante l’utilizzo di parte dei debiti fiscali sviluppati con gli F24, compensandoli con i crediti da bonus (edilizi) ceduti quindi dalle imprese e acquisite dagli intermediari.
Del resto, senza la cessione del credito ad essere penalizzati saranno proprio tutti, a cominciare dai redditi bassi.
Non manca la richiesta – che arriva da più fronti – di proroga dei bonus fino al 2024 per tutelare le iniziative in corso, salvaguardando tra l’altro imprese e lavoratori.
Nel frattempo gli ultimi dati dell’Enea registrano un trend in crescita per il Superbonus: ad ottobre gli investimenti ammessi all’agevolazione sono stati 4 miliardi, portando il totale (proiezione a fine lavori) a quota 60 miliardi di euro, vale a dire il doppio rispetto a sei mesi fa. Pertanto l’investimento medio ha registrato un incremento – da 585mila a 594mila euro – a fronte di precedenti asseverazioni presentate (da 37.800 a 40.500).



