Isolkappa Informa, in Egitto il vertice mondiale sul cambiamento climatico. Fondamentale favorire la riqualificazione energetica mediante incentivi

Si è chiusa in Egitto COP27, l’appuntamento su scala globale che affronta il tema del cambiamento climatico. 200 le nazioni che partecipano alla Conferenza delle Parti, tra delegati di governi, istituzioni internazionali e ONG.

Il concetto di giustizia climatica e  sociale – e con esso la riqualificazione energetica –  è il grande protagonista dell’edizione 2022, giunta a quota 30. È il 1992 quando in Brasile le Nazioni Unite invitano i leader dei Paesi presenti a firmare una Convenzione sul clima che avrebbe assicurato un impegno per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Da allora, ogni anno, una Conferenza per monitorare, correggere e incoraggiare i Paesi nel raggiungimento degli obiettivi previsti sul fronte emissioni. Kyoto 1997 e Parigi 2015 le Conferenze più emblematiche. È dall’incontro di Parigi che arriva l’accordo sul mantenimento del riscaldamento globale al di sotto di 2ºC rispetto ai livelli preindustriali, nel tentativo di limitarlo a 1,5ºC, in concomitanza con un percorso di sviluppo a basse emissioni di gas a effetto serra e resiliente al clima.

Nel corso della COP27 egiziana, la posizione dell’Europa è chiara: il Consiglio europeo evidenzia l’importanza di una transizione equa verso economie e società sostenibili in grado di non lasciare indietro nessuno. Il summit deve salvaguardare gli NCD, quelle promesse in termini di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, per cui si sono impegnati gli Stati membri delle Nazioni Unite.

Per l’Europa e l’Italia, la presentazione degli NCD – approvata dal Consiglio europeo nel 2020 – conteneva l’obiettivo aggiornato, e anche rafforzato, di ridurre almeno del 55% le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, conseguendo una neutralità climatica entro il 2050.

Oggi l’Italia sottolinea di essere in buona posizione, con risultati disponibili alla COP28, prevista a Dubai il prossimo anno. Quanto al Fondo italiano per il clima – deciso nella COP26 di Glasgow dello scorso anno – sarà di 840 milioni all’anno per 5 anni.

Nel frattempo dalla COP27 in corso in Egitto arriva il rapporto sullo “Stato del clima globale 2022” dell’Organizzazione metereologica mondiale (Wmo) e i dati non sono incoraggianti: gli ultimi 8 anni sono stati i più caldi da quando si raccolgono i dati, con livelli dei mari in aumento e scioglimenti dei ghiacciai a ritmi record a causa dell’alta concentrazione di gas serra nell’atmosfera, che riportano tra le conseguenze più immediate eventi estremi come ondate di caldo, siccità e alluvioni.

Isolkappa segue con attenzione e responsabilità questi dati, che testimoniano la necessità, non più rimandabile, di scelte strategiche sul fronte dello sviluppo sostenibile. In tale scenario la riqualificazione energetica ricopre un ruolo da protagonista per tutti i benefici che porta con sé. L’efficientamento energetico è infatti una delle componenti essenziali per designare e realizzare quell’economia a basso consumo, o a consumo intelligente, che il Pianeta richiede e di cui si discute sui tavoli di concertazione di mezzo mondo, COP27 compresa.

Si stima che l’impatto ambientale dell’edilizia, come riporta il documento “Strategia per la riqualificazione del parco immobiliare nazionale”, redatto dal Ministero dello Sviluppo Economico, sia responsabile di circa il 45% dei consumi finali di energia e delle relative emissioni.

La riqualificazione degli edifici è pertanto uno dei punti di partenza per contribuire alla causa ambientale, attraverso la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento ed il miglioramento termico.

I dati del MISE testimoniano quindi l’importanza degli interventi di riqualificazione energetica degli edifici per raggiungere quegli obiettivi energetici e di riduzione delle emissioni delineati nel Piano Nazionale Integrato Energia e Clima 2030 (PNIEC), garantendo al contempo anche benefici economici e sociali.

Dinanzi alla necessità di riqualificazione e in linea con i contenuti condivisi dalla attuale COP27, Isolkappa avanza e conduce il suo percorso con delle concrete proposte sia in termini di progetti che di materiali al fine di migliorare l’efficienza energetica di un edificio. Tra i principali interventi, il cappotto termico sale sul podio con le sue capacità di isolamento, in quanto evita dispersioni energetiche, abbattendo di conseguenza le emissioni di Co2 e garantendo un elevato comfort abitativo. Intervento che entra di diritto nel più generale progetto di edilizia sostenibile, caratterizzato non solo per la sostenibilità ambientale ma anche per il ricorso a materiali privi di sostanze nocive (come il polistirene espanso sinterizzato – EPS, atossico e riciclabile al 100%), in grado di aumentare la qualità della vita per gli abitanti e i fruitori dell’edificio ed evitare quei fenomeni di inquinamento degli ambienti interni definiti dall’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) come sick building syndrome (sindrome da edificio malsano).

Fondamentale pertanto è la riqualificazione energetica mediante il ricorso agli incentivi.

Sul fronte industria ed emissioni, Isolkappa si affida da tempo ad energia prodotta da fonti rinnovabili, con il risultato di evitare 220 ton di Co2/annui, che equivalgono a circa 7200 alberi piantati ogni anno; mentre fa del riciclo dei materiali uno dei suoi punti di forza, recuperando il 100% degli scarti della lavorazione industriale che viene reimmesso nel processo produttivo dell’azienda.

Tra best practices e scelte strategiche sul terreno della sostenibilità, Isolkappa fornisce così il suo contributo reale e costante nel contrasto al cambiamento climatico.