EPS: l’isolante versatile per eccellenza

EPS è l’acronimo di Expanded Sintered Polystyrene ovvero polistirene espanso sinterizzato.

Chiamato anche polistirolo, il polistirene è il polimero dello stirene, un materiale rigido ma estremamente leggero composto da carbonio, idrogeno e per il 98% d’aria. Le sue caratteristiche lo rendono ideale per la realizzazione lastre isolanti che vengono impiegate in costruzioni come i cappotti termici.

Scopriamo le sue caratteristiche tecniche e perché l’impiego in edilizia è così ampio.

Come nasce il polistirene

Il polistirene fu scoperto per la prima volta nel 1839 dal farmacista tedesco Eduard Simon che distillò dalla resina del Liquidambar orientalis una sostanza oleosa che chiamò styrol.

Successivamente, egli notò che il monomero si era trasformato in una gelatina che definì Styroloxyd (ossido di stirene), pensando ad un processo di ossidazione. Solo nel 1866 Marcellin Berthelot dimostrò che il processo che aveva permesso questa trasformazione era la polimerizzazione.

Una sua produzione industriale iniziò dal 1922 tanto che negli anni Trenta era un prodotto estremamente conosciuto. Un vero mercato del polistirene si sviluppò però solo dopo il Secondo conflitto mondiale in seguito alla crisi della gomma naturale di cui diventerà un sostituto.

L’espansione del polistirene, l’EPS, verrà invece realizzata per la prima volta nel 1951 dalla BASF per la produzione di un materiale dalle elevate capacità di isolamento termico.

Cos’è l’EPS e come si ottiene

L’EPS, ovvero la forma espansa del polistirene, si ottiene immergendo in acqua granuli di polistirene e una data quantità di pentano. Il tutto si comprime mentre il pentano si diffonde nei granuli, che verranno prima stoccati e poi espansi in una camera con una parete mobile. Il vapore acqueo soffiato dentro provoca l’ammorbidimento della plastica e il successivo rigonfiamento è dovuto all’ebollizione del pentano.

Si otterranno così delle sferette di polistirene. Successivamente, la parete mobile della camera eserciterà una pressione per sinterizzare il monoblocco di perle di EPS, i blocchi verranno poi tagliati in lastre della densità di 10–80 kg/m³ e oltre.

In questa forma il polistirene trova ampio uso dalla produzione di imballaggi all’edilizia per l’isolamento degli edifici. In particolare è l’EPS in pannelli ad essere impiegato per l’isolamento a cappotto.

Pannelli in EPS: le tipologie

I pannelli in EPS si caratterizzano per la loro grande versatilità, è sufficiente infatti l’aggiunta di additivi nella materia prima per migliorarne le prestazioni rispetto, per esempio, alla resistenza al fuoco. Questo fa si che il materiale possa adattarsi a una varietà di impieghi, non solo nel campo delle costruzioni. Vediamo però cosa lo rende davvero unico nella sua capacità di isolamento.

Cosa rende l’EPS l’isolante ideale?

L’EPS è un eccellente isolante grazie alle sue ottime proprietà fisiche. La struttura stessa del materiale gli permette di avere una conducibilità termica molto bassa. I valori medi dell’EPS sono infatti compresi tra i 0,039 e 0,033 W/mK, mentre nell’EPS a migliorata conducibilità termica, può arrivare fino a 0,031/30 W/mK. Questa capacità è dovuta alla presenza di grafite e di aria nella struttura del materiale.

Un’altra interessante caratteristica del polistirene espanso è la sua permeabilità al vapore acqueo che lo rende un materiale traspirante ma impermeabile all’acqua. Il grande vantaggio, come si immagina, è che l’impiego di questi pannelli impedisce la formazione di condensa o muffa.

Non trascurabile è l’interessante rapporto costo/beneficio del materiale che lo rende altamente competitivo dal punto di vista ambientale ed economico.

Infine, la resistenza nel tempo è una delle peculiarità che rendono l’EPS la scelta migliore per l’isolamento termico. Secondo la norma di prodotto EN 13163 l’EPS, infatti, la sua durabilità alla compressione durerebbe fino a 50 anni.

EPS sicurezza e sostenibilità

A proposito delle prerogative del polistirene espanso va sottolineata anche la grande sicurezza del materiale che è atossico, inerte e non contiene clorofluorocarburi (CFC) né idroclorofluorocarburi (HCFC). Anche la sua assenza di valore nutritivo rappresenta un vantaggio poiché lo protegge da funghi e batteri.

L’EPS è, inoltre, riciclabile al 100%: può essere compattato e avviato al recupero energetico. Si tratta di un tipo di riciclo in grado di assorbire scarti di qualunque provenienza. L’EPS può essere impiegato come inerte leggero in calcestruzzi e malte, come base per creare nuovi imballaggi e sistemi isolanti.

L’impiego maggiore degli scarti di questo materiale, confluiscono però nel settore edilizio e dell’imballaggio alimentare e industriale.

EPS sottile ma resistente

I pannelli, o lastre, di EPS possono essere prodotti con spessori differenti a seconda del livello di isolamento che si vuole raggiungere. Va detto però che un ottimo livello di coibentazione si può ottenere anche con pannelli sottoli: il suo spessore contenuto permette di non apportare massa alla struttura e riduce i volumi. Applicando un pannello EPS in un cappotto interno, per esempio, non avrai un importante riduzione degli spazi.

La sua leggerezza non denota una debolezza del materiale che si rivela, invece, estremamente resistente. Per quando riguarda la sua capacità di deformarsi alla compressione i test effettuati hanno dimostrato una grande resistenza. Misurata secondo la normativa 1606, la deformabilità del pannello EPS in 50 anni è solo del 2%.

Come installare al meglio l’EPS

Per non perdere nessuna delle potenzialità di questo materiale è necessario conservarlo al meglio. I pannelli andranno perciò stoccati accuratamente in cantiere: non dovranno essere eccessivamente esposti al sole, all’umidità e agli sbalzi di temperatura.

In fase di installazione, poi, le lastre andranno fissate dal basso verso l’alto a giunti sfalsati per evitare che si creino spazi tra i pannelli. Eventuali fughe andranno prontamente riempite con materiale isolante o di riempimento.

Infatti, una posa in opera non corretta lascerebbe dei ponti termici con una perdita di efficienza dell’isolamento che può arrivare fino al 25%!

Perché scegliere l’EPS

Per l’isolamento copertura, a pavimento e l’isolamento a cappotto i pannelli isolanti in EPS rappresentano la soluzione per eccellenza. Anche preassemblato ad altri materiali, come la grafite, l’EPS assicura performance elevate ed una rapida posa in opera in ogni contesto di applicazione.

Praticità, sicurezza e prestazioni garantite nel tempo lo rendono imbattibile. La sua grande versatilità permette di trovarlo in commercio accoppiato, colorato, con additivi che ne migliorano le prestazioni e in diverse forme e spessori.

Infine, l’ottimo rapporto qualità prezzo ne fa un materiale prezioso per le imprese e per i committenti che riescono così a contenere le spese per gli interventi di efficientamento energetico.

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